Sonia Bruganelli: il lockdown, la paura di non farcela, non hanno cambiato in meglio le persone

Wolfbreak Luglio 6, 2020

Sonia Bruganelli non è solo la moglie di Paolo Bonolis, ma è un’imprenditrice e una donna molto sicura di sé e delle sue idee che è pronta a difendere. Forse è proprio per questo che è anche una delle donne famose più odiate ed attaccate del web come ha raccontato in una recente intervista a ‘ Libero’. Chi non vuole compiacere ad ogni costo i followers rischia il contrasto anche per colpa dell’invidia che suscita la ricchezza. Gli insulti però, e questa è una buona cosa, non la toccano minimamente. Secondo la signora Bonolis la pandemia che ha colpito l’Italia, il lockdown, la paura di non farcela, non hanno cambiato in meglio le persone, anzi: “Le cose che rendono migliori penso siano quelle che accadono singolarmente. Già durante la pandemia, io e Paolo avevamo capito che certe disposizioni umane non cambieranno mai. Insultare è uno sfogo, non sappiamo chi ci sia dietro, ma certo andrebbe analizzato psicologicamente”. Le sue consapevolezze le derivano dalle tante esperienze che ha fatto nella sua vita. E’ una donna, una mamma di tre figli e anche un’imprenditrice. Nel 2005 ha fondato la società Sdl che si occupa di casting per trasmissioni come Avanti un altro, programmi, libri, web tv che conduce anche in prima persona. E chissà, presto da dietro le quinte, Sonia potrebbe decidere di passare davanti alle telecamere, perché di progetti ne ha davvero tanti, anche se non vuole svelarli: “Alcuni ho paura a rivelarli, perché non vorrei mi rubassero l’idea. La diretta dell’altro giorno con Laura Freddi mi ha stuzzicato qualcosa sulle vite passate, delle coppie e delle persone. La rubrica I libri di Sonia potrebbe andare in qualche canale digitale”. L’odio sociale di cui è sempre stata vittima

è aumentato con il divario che la situazione economica ha generato dopo il Coronavirus, ma lei non si lascia scoraggiare:”Non vivo chiusa nel mio mondo e me ne frego. Nemmeno Paolo. I nostri figli fanno una vita normale. Se prendo l’aereo privato è perché me lo posso permettere e facilita alcune dinamiche famigliari. Se non è l’aereo attaccano la borsa o l’anello. Pazienza…”

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