Rimbocchiamoci le maniche perchè chi ci guida è confuso

Wolfbreak 10 Marzo, 2020

Diciamolo apertamente è il caos 3.0. Il 2020 non è nato sotto una buona stella e questo è oramai chiaro a tutti. Un paese, il nostro, che reagisce ad un problema reale sottovalutandolo inizialmente esattamente come quando si scelse, nella seconda guerra mondiale, di inviare i nostri soldati nella campagna di Russia a combattere con le scarpe di cartone. In modo confuso, come l’8 settembre di Badoglio. Purtroppo siamo nelle mani di una classe dirigente non all’altezza di questa emergenza che speriamo abbia, una volta passata la tempesta, il coraggio di andarsene e non apparire più in nessun frangente politico o amministrativo di questo paese. Siamo nelle mani di un’armata “Brancaleone” che, a vedere bene, non è strutturata per niente:

  • Ministro della sanità un laureato in Scienze Politiche (senza nessuna esperienza medica)
  • Capo della Protezione civile un Commercialista
  • Ministro degli Esteri, che dovrebbe spiegare al mondo che non siamo un popolo di appestati, uno Steward di eventi sportivi.

Il tutto coordinato da un avvocato, affiancato nella comunicazione da un ex concorrente del Grande Fratello…

Gli esempi purtroppo giocano contro a questa squadra di governo. Decreti che arrivano sugli smartphone di chiunque ancor prima che questi vengano firmati, scelte adottate senza le misure adeguate per poterle fare rispettare, confusione nell’approccio delle linee guida, unico slogan “dobbiamo contenere il virus”. I mezzi pubblici funzionano, le metropolitane pure, i bar ed i ristoranti possono restare aperti sino alle 18, come se il virus fino alle 17.59 non attuasse il suo silenzioso piano distruttivo e le persone possono circolare auto certificandosi. Capito bene, auto certificandosi. Aggiungiamo le immagini che provengono dalle carceri italiane che sono la dimostrazione del caos generale regnante, con le forze dell’ordine quasi impotenti. Immagini di devastazioni, violenze, fughe di massa. Anche tra la popolazione vige l’isterismo e l’incertezza, si vedono ovunque supermercati presi d’assalto nella notte in varie zone del paese, con code interminabili di persone che si apprestano a fare scorte alimentari per paura di restare senza cibo.

Nel frattempo gli ospedali della Lombardia sono al collasso, i contagiati stanno morendo e non solo a causa dell’età avanzata, qualcuno si dice anche per la mancanza di ventilatori. Le terapie intensive sono piene di giovani e tutti con polmoniti assurde e quadri clinici da severi a gravi. I nostri medici e tutto il personale sanitario vive sul fronte di un conflitto perchè diciamolo: siamo in guerra e dobbiamo mettercelo in testa.

 

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