Matteo Salvini sempre più nell’ombra di Luca Zaia

Wolfbreak 25 Aprile, 2020

Guardando all’emergenza coronavirus in Italia, non può non spiccare l’efficenza dimostrata dalla regione Veneto guidata dal suo Presidente Luca Zaia. Ad oggi è colui che ha fronteggiato nel migliore dei modi l’emergenza del Covid-19 tanto che nella sua Regione il suo consenso, è quasi totalitario. Un recente sondaggio di Alessandra Ghisleri (Euromedia Reasearch), indica come Luca Zaia abbia una percentuale di gradimento che si aggirerebbe all’80,5%.

E’ una lega che incarna sempre di più lo spirito di Zaia quella che appare oggi, tanto che non è più una suggestione immaginare un’altra Lega, ogni giorno che passa questo appare sempre più come un concetto concreto.

Non parla per slogan Luca Zaia, non si muove aizzando la pancia dei suoi cittadini, si muove in silenzio, rispondendo con i fatti alla critica, azzerando le parole. Luca Zaia ha preso quello che ha potuto ed è arrivato dal governo senza mai attaccare nessuno a differenza di Fontana che ha speso tempo prezioso incolpandolo il governo, senza però dare mai l’impressione di essere veramente “sul pezzo” dell’emergenza. E’ una lega che esce spaccata da questa pandemia. Il virus non ha colpito solo i suoi territori ma ha intaccato anche le sue basi che si sono ritrovate d’innanzi a due tipologie di condottieri, quelli spompati, disarmati, disarmanti urlanti e quelli efficaci ed efficienti che, nel momento peggiore, sono stati in grado di azionare al massimo le turbine del “fare per risolvere”.  Luca Zaia appunto.

La fase due, quella della ripartenza quella della nuova rinascita del paese non potrà inevitabilmente passare più per gli stessi volti. Il cambiamento epocale cui andremo incontro, le cicatrici che ci porteremo dietro, richiederanno alla politica forze appropriate da inserire sul campo, ognuno nei propri schieramenti.

Matteo Salvini è sempre più solo, il suo consenso è sceso ai minimi termini. Le parole ai suoi elettori non bastano più, non entusiasmano più. Sono durate il tempo di un’emozione che cerca sogni e non ragione. E invece, ora che è arrivato il momento della ragione e della chiarezza, è il tempo per gli uomini concreti in grado di offrire le risposte giuste ai cittadini attraverso le azioni appropriate quelle che tutto il popolo italiano, dai propri leader, si aspettano. Sarà così anche per la Lega ed il popolo leghista?

COMMENTI

SEGUICI