La discordanza dei pareri degli esperti per la Fase 2 disorienta

Wolfbreak 16 Aprile, 2020

In questi giorni stiamo vivendo il rimbalzo delle informazioni che giungono da più parti in riferimento alla così detta fase 2 e di come dovrebbe essere il nostro lento rientro alla normalità. Non è chiaro ancora come e quali attività potranno riprendere a pieno, così come sarà la nostra vita di tutti giorni e quali saranno le regole imposte per scongiurare una nuova diffusione del virus. Certo è che anche virologi ed epidemiologi non hanno fra loro un pensiero comune, ciò non fa altro che alimentare dubbi che si uniscono al senso di disorientamento attualmente presente fra la popolazione. I pensieri tra gli specialisti sono opposti, c’è chi sostiene sia il caso di ritornare alla normalità con gli accorgimenti necessari, mascherine e guanti, e chi invece è più cauto e vorrebbe che le misure non si allentassero, o almeno che rimanesse alto il livello di guardia. Ieri abbiamo pubblicato l’intervista al prof. Giulio Tarro il quale sostiene che “Milano può già riaprire”. Più preoccupato invece di quello che potrebbe accadere a seguito delle riaperture è il Prof. Pier Luigi Lopalco altro esponente di spicco della medicina italiana.

“Se le aziende riaperte provocassero l’insorgere di nuovi focolai sarebbe un disastro incommensurabile”. Lo dichiara in un’intervista a Il Fatto Quotidiano Pier Luigi Lopalco, l’epidemiologo, professore di Igiene dell’Università di Pisa nominato dal governatore Michele Emiliano responsabile delle emergenze epidemiologiche in Puglia, il quale per altro teme che tutti gli sforzi sinora compiuto “possano essere vanificati da scelte dettate da logiche che non tengano conto della gravità della pandemia”.

Ovvero, secondo il sanitario, “i dati che ancora leggiamo rispetto alla situazione della Lombardia sono tutt’altro che confortanti” tant’è che “la circolazione del nuovo coronavirus è ancora importante e riaprire di più in quella zona industriale vorrebbe dire sovraccaricare Milano che ne è il fulcro”. Lopalco pertanto si chiede se “coloro che decidono si rendano ben conto di che cosa questo significhi” e dei rischi che ciò comporti, perché – spiega ancora il medico – “aumentare questa percentuale di movimenti è molto rischioso” in quanto “i conseguenti contatti sociali potrebbero generare altri focolai”. Anche perché “la Lombardia è la regione che ha avuto la fase di proliferazione più importante della pandemia in Italia”.

Si domanda pertanto il professor Lopalco: “S’immagina dopo le aperture dover richiudere? Psicologicamente ed economicamente oltre che a livello sanitario sarebbe il disastro totale. Danni incommensurabili”, perciò “servono più certezze altrimenti è un salto nel buio” conclude.

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