Il consorzio degli orafi di Valenza pronti denunciare Giulia De Lellis?

Wolfbreak 19 Luglio, 2020

Non è la prima volta che  un influencer rischia una denuncia  perché magari non ha fatto troppa  attenzione a cosa promuove, rischiando così di fare pubblicità a qualcosa che si rivela  una truffa. A farne le spese questa volta è addirittura Giulia De Lellis che ha collaborato con una gioielleria per una campagna  che sarebbe stata in teoria finalizzata ad  “aiutare gli orafi di Valenza in crisi”. La notizia è riportata dal ‘Fatto Quotidiano’, che annuncia anche  la volontà di  Barbara Rizzi,  presidente del consorzio degli orafi di Valenza, di sporgere denuncia. Ma cosa è successo?  Qualche giorno fa Giulia de Lellis avrebbe  promosso una campagna di vendita di bracciali il cui ricavato sarebbe dovuto andare agli orafi di Valenza. Ad annunciarlo è stata proprio Giulia: «Post Covid tutti gli orafi di Valenza sono fortemente in crisi. Non sono gli unici ma i racconti che mi hanno fatto oggi mi hanno particolarmente colpita (…). L’intero ricavato della vendita degli accessori sarà devoluto agli artigiani dei gioielli». Secondo quanto raccontato da Barbara Rizzi però, nessuno degli orafi di Valenza sarebbe stato a conoscenza del gesto e per questo la Rizzi ha dichiarato: «Mi sono rivolta ad un avvocato per procedere con una denuncia, come mi hanno suggerito tanti orafi valenzani». E’ stato l’avvocato Massimo Grattarola a confermare che   ci sarebbero  tutti i presupposti per sporgere denuncia-querela per truffa e infatti  lui stesso la depositerà  all’ inizio della prossima settimana. Ma la polemica non finisce qui, al punto che sulla  vicenda è intervenuta anche la politica. L’onorevole della Lega Lino Pettazzi   chiede che  venga fatta chiarezza. «I prodotti pubblicizzati non sembrano essere di gioielleria ma, piuttosto, bigiotteria; soprattutto, ad oggi, non risulta che alcun orafo di Valenza sia stato destinatario di tali somme benefiche», riporta il Fatto Quotidiano. Non sarebbero inoltre neppure state coinvolte le associazioni di categorie a cui molte aziende sono iscritte. Al momento sia Giulia De Lellis che la gioielleria di Milano “Different Class Jewelry”, che ha promosso l’iniziativa, hanno  rilasciato dichiarazioni  per fare  chiarezza sulla vicenda. Sul sito della gioielleria  viene però riportato che i bracciali, venduti a 89 euro, sono realizzati “dagli orafi di Valenza per sostenere la ripartenza degli artigiani dei gioielli”. La querela così potrebbe diventare doppia: una per la gioielleria milanese, l’altra per Giulia De Lellis. Una faccenda poco simpatica su cui  ci aspetta che la De Lellis in primis, considerando  che è un volto pubblico,  faccia al più presto luce.

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