Gli Oscar 2017 e il bando anti-immigrati di Trump

Wolfbreak 27 Febbraio, 2017

In questa notte degli Oscar, tra le tante statuette assegnate, più di una vittoria ha suscitato discorsi sull’immigrazione e sulla disumanità del bando anti immigrati emanato dal nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Alcuni discorsi velati, altri molto chiari, hanno espresso la loro opinione a riguardo.

Primo fra tutti il regista iraniano Asghar Farhadi, al quale è andato l’ Oscar per Il Cliente, come miglior film straniero. Farhadi, che non era presente alla cerimonia come ampiamente annunciato nei giorni scorsi, ha però fatto leggere un discorso durante la premiazione.

La mia assenza è un atto di rispetto verso i miei concittadini e quelli di altri sei paesi che hanno subito una mancanza di rispetto per una legge disumana. Dividere il mondo in due categorie, noi e i nostri nemici, porta alla paura. È una giustificazione ingannevole per l’aggressione e la guerra e questo impedisce la democrazia e i diritti umani in paesi che a loro volta sono stati vittime di aggressioni. Il cinema può usare la sua cinepresa per catturare le qualità umane e per abbattere gli stereotipi sulle religioni e sulle nazionalità. Creano empatia tra noi e gli altri. Quell’empatia che oggi ci serve più che mai“.

È stata poi la volta del nostro connazionale, Alessandro Bertolazzi, che insieme a Giorgio Gregorini e a Christopher Nelson ha vinto l’Oscar per il miglior trucco e parrucco. “Grazie, voglio parlare, devo parlare ho aspettato per 50 anni e forse anche qualcosa in più. Sono un immigrato, vengo dall’Italia e lavoro in giro per il mondo. Questo Oscar, è per tutti gli immigrati come me“.

Senza ulteriori discorsi a riguardo, in questa notte degli Oscar ci sono state vittorie che hanno simboleggiato gli stessi concetti e principi, senza bisogno di parole.

L’Oscar come miglior film è andato a Moonlight, la piena rappresentazione della lotta contro gli stereotipi, le etichette e le maschere che la società ci impone. Per lo stesso film sono stati vinti anche i premi di Mahershala Ali come miglior attore non protagonista e il premio per la miglior sceneggiatura non originale.

Per il miglior film d’animazione trionfa invece Zootropolis, altra vittoria che non necessita di discorsi tanto specifici. Pregno di significati nascosti e di riferimenti a temi di grande interesse politico e sociale quali il razzismo, il bullismo, la mafia, i pregiudizi di genere, questo lungometraggio è un palese esempio del messaggio che il mondo del cinema cerca di portare ultimamente al grande pubblico.

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