Enrico Castellacci: “la ripresa del campionato una situazione paradossale”

Wolfbreak 21 Maggio, 2020

Enrico Castellacci, il medico campione del mondo con la nazionale 2006, ha una lunga carriera nel calcio di serie C,B,A, della nazionale ed ha vinto anche una champions in Cina. Ora è presidente de L.A.M.I.C.A, la Libera Associazione Medici Italiani Calcio e rappresenta tutti i medici delle società sportive professionistiche. Ieri pomeriggio dopo la decisione del consiglio federale per il via libera alla ripresa dei campionati lo abbiamo raggiunto telefonicamente e abbiamo raccolto il suo sfogo.

“E’ una situazione sempre più paradossale. Pensare che abbiano preso una decisione simile senza chiamare noi medici del calcio al tavolo,  è assurdo. Noi che saremo gli unici a rispondere civilmente e penalmente di quello che potrà succedere. Proprio due giorni  fa ho avuto una conference call con i medici di 17 squadre su 20 della serie B e mi hanno chiesto di farmi portavoce attraverso l’ associazione delle loro ragioni, che poi sono quelle di tutti i medici sociali delle varie categorie. Purtroppo non ci ascolta nessuno. Abbiamo mandato una lettera al ministro Spadafora, al presidente FIGC Gravina e per conoscenza a quello del CONI per far valere ancora una volta le nostre ragioni, ma non abbiamo ottenuto risposta”.  

Quello che ci si chiede è come sia possibile aver escluso dalla stanza dei bottoni proprio coloro che più di tutti subiranno le conseguenze di questa ripartenza.

“Questa è la domanda cruciale che bisognerebbe rivolgere alle Istituzioni. Noi non abbiamo mai ottenuto una risposta e non siamo mai stati interpellati. Vogliono farci credere che una circolare dell’INAIL ci sgraverà di gran parte delle responsabilità che ricadrebbero sul medico solo in caso di ‘colpa grave e dolo’, ma è totalmente ingannevole come cosa. Detto che il medico ha nel suo DNA la responsabilità, ho chiesto ai miei avvocati e non vale nulla quella circolare. Meritiamo rispetto. Abbiamo un ruolo fondamentale e siamo gli unici senza un contratto depositato in Lega e un’assicurazione che ci copra. Sembra che si sia risolto tutto solo perché hanno giustamente stabilito che i giocatori non dovranno stare in ritiro, ma potranno andare a casa. Benissimo, mi sembra giusto anche perché praticamente non c’era nessuna squadra eccezion fatta forse per la Juventus che avrebbe potuto ospitare tutto il team, ma allora che le responsabilità si dividano fra tutti. Che anche i giocatori che uscendo dall’allenamento  non potranno  essere seguiti  ovviamente per verificare  se vanno a casa, si prendano la loro parte di responsabilità in questa ripartenza. Società, medici, giocatori. Firmino tutti l’assunzione condivisa del rischio”

Al quadro già complesso, manca anche una regolamentazione precisa

“Esatto. Precisa ed applicabile. Ha idea di quanti tamponi dovranno fare i medici? Parliamo di migliaia. A tutti i giocatori e allo staff ogni 4 giorni. Siamo sicuri che tutte le società di A e di B e di C riescano a recuperare tutti quei tamponi? E poi i reagenti e i sierologici ecc ecc…Ci sono poi  a disposizione tutti quei tamponi o verranno sottratti a quelli  che dovrebbero servire al fabbisogno  sociale? Qualcuno si sta ponendo queste domande? Perché noi andiamo ripetendole da tempo”. 

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