Ecco il capo storico delle Brigate Rosse: Mario Moretti

Wolfbreak Gennaio 30, 2020

Ci sono servizi fotografici scomodi che nessuno vuole pubblicare. Nessun giornale. Servizi che riguardano la storia di questo paese, che hanno segnato un’epoca della nostra storia e che sarebbe bene non scordare.

Gli anni di piombo hanno caratterizzato il periodo della mia infanzia.

Ero un bambino ma ricordo benissimo attraverso le parole dei mie genitori e dei i Tg di allora il caso dello statista della Democrazia Cristiana, Aldo Moro.

Sono passati tanti anni e da appassionato di cronaca, ho approfondito alcune dinamiche del caso decidendo di mettermi sulle tracce di Mario Moretti, il capo storico delle Brigate Rosse.

Pluri condannato all’ergastolo ed in regime di semi libertà da diversi anni, è attualmente “domiciliato” presso il carcere di Opera a Milano. Da uomo sottoposto al fine pena mai, Mario Moretti ha fatto diverse cose per gli altri ma è divenuto anche padre e la compagna, che gli ha donato la paternità, è una nota giornalista che ha lavorato come caporedattrice in un noto settimanale.

Chi è Mario Mario Moretti?

Mario Moretti (Porto san Giorgio, 16 gennaio 1946) è un terrorista e brigatista italiano, uno dei componenti del nucleo storico delle Brigate Rosse durante gli anni di piombo.

Mai dissociato e mai pentito. Dopo essere stato tra i componenti iniziali del CPM (Collettivo proletario Metropolitano), entrò a far parte delle Brigate Rosse nel 1971 distinguendosi subito per le capacità organizzative e la determinazione e divenendo membro del Comitato Esecutivo dell’organizzazione. Clandestino dal 1972, dopo l’arresto o la morte dei principali militanti del cosiddetto “nucleo storico”, divenne dal 1976 il dirigente più esperto e importante delle Brigate Rosse contribuendo in modo decisivo all’incremento dell’efficienza operativa del gruppo terroristico.

Grande organizzatore, Mario Moretti ebbe un ruolo fondamentale nella costituzione delle nuove colonne brigatiste di Genova e di Roma, nel miglioramento delle strutture logistiche e dell’equipaggiamento, nell’instaurazione di rapporti con gruppi eversivi stranieri, e fu soprattutto il principale responsabile della pianificazione e dell’esecuzione del rapimento di Aldo Moro, guidando il nucleo armato brigatista nell’agguato di via Fani e interrogando personalmente l’uomo politico sequestrato. Qualcuno ritiene sia stato anche l’esecutore materiale dell’assassinio.

Dopo la tragica fine del sequestro, Moretti, insieme agli altri membri del Comitato Esecutivo, cercò di proseguire la lotta armata e si sforzò di mantenere la coesione delle Brigate Rosse, nonostante i primi dissidi interni e la crescente attività di contrasto delle forze dell’ordine. Arrestato a Milano il 4 aprile 1981, dopo nove anni di clandestinità, è stato condannato a sei ergastoli; nel 1987 ammise pubblicamente il fallimento della lotta armata pur senza mai dissociarsi né collaborare con gli inquirenti; dal 1997 è in semilibertà.

Mario Moretti
Mario Moretti

Mario Moretti
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